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Cosa cambia nel futuro papà? La gravidanza vissuta da lui

Quando si parla di gravidanza siamo tutti affascinati dal corpo della donna che perciò viene definito “in stato interessante” proprio in virtù dell’attenzione che suscita circa i cambiamenti fisici, le sensazioni e le emozioni vissute dalla madre. Ma il padre invece in che stato si trova?

Spesso si tende irroneamente a sottovalutare i vissuti emotivi del papà durante i nove mesi, quasi come se la cosa non lo riguardasse. Eppure i risvolti sociali e psicologici e di coppia di una gravidanza gravano anche su di lui. La creatura che sta per nascere è anche la sua, porta per metà i suoi stessi geni, il suo stesso “sangue” e magari avrà anche i suoi stessi occhi.

Anche lui sta per diventare padre, anche lui è in procinto di “rinascere” come uomo, di stravolgere la sua vita e i suoi ritmi ma di tutto questo ha solo una vaga idea indiretta, costretto ad osservare passivamente i misteri imperscrutabili che avvengono nel corpo della sua compagna, spesso quasi estraniato da questo e socialmente privato di uno spazio suo per manifestare le sue paure e le sue ansie.

Provate a immaginare come possa essere difficile, sapere che tuo figlio c’è ma cresce in altro corpo, e tu non puoi sentirlo quando scalcia o quando ha il singhiozzo. E questo basta per comprendere che l’ansia di un padre può essere uguale se non maggiore di quella di una madre, che dal canto suo almeno ha il dono di potersi autoconsolare quando sente muovere il suo bambino, rassicurandosi del fatto che lui c’è.

Insomma i vissuti emotivi dell’uomo sono altrettanto forti, e i suoi cambiamenti ormonali altrettanto interessanti.
Biologiamente infatti la natura perfetta ha predisposto anche per lui una “preparazione fisica” all’evento.

Molto studi hanno dimostrato che nell’uomo durante i nove mesi viene prodotta ossitocina, l’ormone cosiddetto dell’amore. Questo accade perché il futuro papà si prepari ad essere più affettuoso e premuroso nei confronti della compagna e del bambino e affinché collabori alla loro sopravvivenza.

Allo stesso scopo si abbassano i livelli di testosterone, l’ormone dell’aggressività, del sesso e della libido, ed è anche grazie a questi cali che l’uomo riesce a tollerare meglio l’astinenza dal sesso durante la gravidanza, che spesso si verifica sopratutto nei primi mesi.

Un altro cambiamento interessante nell’uomo è l’aumento di estradiolo, l’ormone femminile con cui era a contatto nell’utero materno, e questo pare eserciti su di lui un effetto di regressione psichica alla sua vita intrauterina, che gli permette di essere più empatico e più a contatto con il suo bambino.

L’uomo produce anche prolattina, l’ormone che sviluppa in lui l’istinto di formare e proteggere il proprio nido.

Da un punto di vista psicologico invece a seconda del rapporto con le figure genitoriali anche lui può provare competizione o senso di dipendenza nei confronti del padre. Nel caso invece di complesso d’Edipo irrisolto può farsi strada in lui una intima invidia verso la maternità e verso tutte le esperienza associate che a lui sono negate. Non è raro assistere a reazioni di chiusura freddezza e deresponsabilizzazione in risposta ad una sensazione di inutilità ed emarginazione.

Ansia eccessiva, stress emotivo, invidia, gelosia e rapporti conflittuali talvolta possono sfociare in manifestazioni psicosomatiche che si configurano in una vera e propria sindrome chiamata Couvade psicosomatica.

Questa manifestazione patologica, fu descritta per la prima volta dallo psichiatra Trethowan nel 1965. Si verifica in modo variabile tra il 10% e il 65% dei padri, soprattutto al primo figlio e durante il terzo mese, per poi attenuarsi e riproporsi al nono e durante il parto.

Questi uomini identificandosi inconsciamente con la compagna manifestano di disturbi fisici tipici della gravidanza: cefalee, nausea, vomito,inappetenza aumento ponderale, fin anche a percepire dolori che simulerebbero le contrazioni durante il travaglio.

Proprio perché questa sindrome si manifesta in risposta a un vissuto emotivo conflittuale e sofferente che non trova sfogo razionale, è molto importante a scopo preventivo che anche il padre trovi fin da subito un suo spazio comunicativo e un suo ruolo nella gravidanza.

La sua compagna è l’unica in grado di impedire questo e formare fin da subito un legame sano del padre con il suo bambino. Sta a lei favorire la sana compartecipazione dell’uomo alle emozioni della gravidanza, condividendo con lui esami, ecografie, corsi pre-parto.

Fondamentale è sopratutto conservare l’intimità di coppia e predisponendo un dialogo basato sullo scambio reciproco di sensazioni, paure, ansie e gioie di questo meraviglioso momento in cui si sta per dare alla luce un individuo, un nuovo corpo e una nuova anima che è una fusione miracolosa di voi due.

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