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Il bambino racconta bugie: scopri perché e come comportarsi

I genitori sanno che i bambini mentono spesso, ed il raccontare bugie è un comportamento che accomuna diverse fasce d’età, partendo dai 2-3 anni fino all’adolescenza. Ma cosa spinge un bambino a mentire e, soprattutto, com’è più opportuno che i genitori si comportino di fronte ad una bugia del proprio bambino?

Per prima cosa gli esperti insegnano a distinguere l’età in cui il bambino racconta le bugie: in età prescolare i piccoli infatti non hanno l’intenzione di ingannare come l’adulto e perciò non si può parlare di bugie. Solo con l’ingresso alla scuola primaria, intorno ai 6-7 anni, il bambino racconta menzogne con l’intenzionalità di raccontare qualcosa di diverso da quanto accaduto.

I bambini molto piccoli quando dicono bugie in realtà raccontano la realtà come appare loro, oppure come vorrebbero, con l’ingenuità che li contraddistingue e senza l’intenzione di raccontare una bugia. Nel mondo dei piccoli il confine tra realtà e fantasia è infatti molto sottile e spesso si mescolano insieme senza che il bambino ne sia consapevole, creando situazioni mai vissute e compagni immaginari.

Per un bambino piccolo ad esempio negare di aver mangiato la cioccolata pur essendo tutto sporco è il suo modo per esprimere che avrebbe voluto non mangiare la cioccolata in quanto sa che è un comportamento scorretto. Questo comportamento rappresenta per il bambino un passo in avanti verso l’autonomia e perciò per un genitore il modo migliore per affrontare queste bugie è quello di non arrabbiarsi ma spiegare al piccolo che si tratta di comportamenti sbagliati da non rifare.

Il discorso cambia quando i bambini crescono e iniziano la scuola. Quella è l’età nella quale iniziano a raccontare bugie con lo scopo ben preciso di riferire ai genitori fatti diversi da come sono accaduti. Anche in questo caso gli esperti rassicurano i genitori in quanto si tratta, per la maggior parte dei casi, di una tappa obbligata della crescita verso l’autonomia.

Solitamente un bambino racconta le bugie per due motivi diversi: ricercare l’approvazione e desiderare l’indipendenza. Per un bambino che va a scuola diventa fondamentale cercare di non deludere un numero sempre maggiore di persone: i genitori, i nuovi amici e compagni di scuola, le maestre… per questo ricorrere alle bugie può rappresentare una buona soluzione per accontentare tutti. Inoltre raccontare bugie fa sentire il bambino grande e questo è per lui un passo in avanti verso l’indipendenza.

Di fronte alla scoperta di una bugia, come è più opportuno che i genitori si comportino? Gli esperti consigliano prima di tutto di ascoltare il bambino per cercare di capire quali motivazioni lo hanno spinto a raccontare una bugia: in questo modo spesso scopriranno desideri nascosti del figlio e quasi sempre sarà semplice trovare una soluzione.

Ovviamente la reazione di fronte a una bugia è commisurata alla gravità della bugia stessa, ma una cosa molto importante per l’educazione del figlio è di far si che la reazione della mamma sia simile a quella del papà: in altre parole, se la mamma reagisce in modo molto negativo alla scoperta di una bugia e invece il papà gli dà un veloce passa là, o viceversa, il bambino è destabilizzato da questo comportamento e la bugia non gli sarà servita per crescere.

E’ fondamentale che i genitori si parlino e trovino una linea comune da seguire, per perseguire il benessere e l’educazione del bambino. Raccontare le bugie è un comportamento che accomuna tutti noi, e per i piccoli rappresenta un modo per crescere e confrontarsi con la realtà, a patto che i genitori sappiano come comportarsi!

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