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Parto cesareo a richiesta: causa e conseguenze

In Italia i parti cesarei sono sempre più in forte aumento e le cifre parlano chiaro: arrivando a toccare il 38%, un dato ben lontano dal 15% fissato come tetto massimo nazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le donne che chiedono esplicitamente al proprio medico di partorire con un taglio cesareo sono sempre più numerose e i medici sono sempre più propensi ad acconsentire. Vediamo le motivazioni che portano a questo fenomeno e le sue conseguenze.

La maggior parte delle donne che richiedono un parto cesareo programmato ha una grande paura del dolore e perciò vede nel taglio cesareo la soluzione migliore per sviare il problema. Tuttavia il cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti e la ripresa post-operatoria è più lunga rispetto a quella di un parto naturale fisiologico.

Il parto cesareo è comunque accompagnato da una serie di emozioni sia per la mamma che per il bambino, ma certo non paragonabili alla potenza e alla pienezza di sensazioni che un parto naturale trasmette. Molti medici preferiscono un parte cesareo programmato per la sua comodità: può infatti essere fissato in anticipo e per i ginecologi si tratta di un intervento rapido e di routine, niente a che vedere con la complessità di molti parti naturali che possono richiedere lunghe ore di travaglio e complicazioni.

Un parto cesareo a richiesta ha l’indubbio vantaggio di essere più comodo in quanto essendo programmato in anticipo permette alla futura mamma di organizzarsi adeguatamente, soprattutto se è molto impegnata con il lavoro o ha già altri figli.

In realtà programmare un cesareo solo perché la mamma lo richiede non sarebbe possibile, in quanto in un recente documento del Ministero della Salute si legge quanto segue: “in assenza di controindicazioni, il parto naturale è preferibile al cesareo sia per il benessere della donna che del bambino”. E’ compito del medico illustrare alla donna i possibili aiuti per affrontare un parto naturale con meno dolore.

Sicuramente è indispensabile una preparazione psicologica per superare la paura e il dolore attraverso corsi pre-parto e letture adeguate, inoltre tutti gli ospedali dovrebbero garantire alle donne che ne fanno richiesta la possibilità di partorire con l’epidurale. Tuttavia ad oggi l’analgesia peridurale è contestata e non garantita in tutte le strutture.

Come abbiamo visto basterebbero alcuni accorgimenti e un adeguato programma di supporto alla donna per garantirle la possibilità di vivere un parto naturale nel modo più sereno e meno doloroso possibile, requisito indispensabile per godere di quel benessere psico fisico del quale ha estremamente bisogno nel periodo precedente e successivo alla gravidanza!

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