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Papà in sala parto? Non è sempre una grande idea

Negli ultimi anni le statistiche mostrano un significativo incremento della percentuale di presenze dei papà in sala parto. Il 90% contro il 60% del 2006. Una sempre più spiccata tendenza al coinvolgimento della figura genitoriale paterna in ogni momento dell’evento. Ma è davvero un bisogno o è solo una tendenza?

Per alcune donne l’idea di avere continuamente il sostegno del proprio partner è davvero un pensiero rassicurante e pertanto lo ricercano in tutti gli ambiti della vita e ci sono partner felici di offrirglielo. Ma partorire con la presenza del compagno o marito non è come andare a prendere un aperitivo insieme. Il papà in sala parto a volte può non essere una buona idea per diversi motivi.

Il parto è un evento fortemente fisico e istintivo. Occorre una forte disinibizione per superare le resistenze che l’Io razionale pone in quel momento: essere nude davanti ad estranei, urlare, bestemmiare, spingere per “tirare fuori ciò che abbiamo dentro”, sono tutti comportamenti che attivano in noi i filtri sociali dell’Io razionale, ponendo barriere mentali che si traducono in resistenze fisiche (mancata dilatazione, rigidità muscolari) che allungano nettamente i tempi del parto.

Avere il papà in sala parto vuol dire avere il tuo compagno lì presente, come spettatore passivo, (o peggio ancora attivo, con una telecamera) che non sarà più l’uomo forte che ti protegge e ti tranquillizza (perché a sua volta sarà impietrito e momentaneamente incapace di intendere e di volere), anzi ti spaventerà ancora di più con le sue espressioni facciali (che non saprà mascherare) che oscilleranno tra la paura, il dolore e il disgusto e ti guarderà terrorizzato come se tu ti stessi trasformando in un mutante… di sicuro non ti aiuta nel processo di disinibizione.

Osservando gli animali, i gatti ad esempio, noteremo che non a caso loro cercano sempre luoghi isolati per partorire indisturbati e lontano da occhi indiscreti. Alcuni studi dimostrano che le nascite alle quali assiste anche il papà in sala parto, hanno tempi notoriamente più lunghi di quelle dove ad assistere è la mamma, la sorella o un altra persona di fiducia. Di fatti istintivamente la donna che sta per diventare mamma, spesso in travaglio cerca la presenza della mamma per un naturale bisogno di immedesimazione.

Quindi, ipotizzando ancora un possibile desiderio femminile della presenza del papà in sala parto, quando anche sia motivato, deve essere analizzato fin in fondo e accompagnato da una visione realistica di quelli che sono i pro e i contro.

Un’altro contro per la donna potrebbe essere quello di non poter beneficiare una presenza esperta e magari più empatica, come potrebbe essere appunto la madre o un’altra donna che ha già vissuto l’esperienza del parto. Un beneficio che potrebbe essere prezioso per alleviare l’ansia e i dolori.

Ma c’è il punto di vista maschile da valutare. Quando anche ci sia il desiderio forte del padre di assistere alla nascita del suo bambino, è assolutamente necessario prepararlo alla realtà che sta per affrontare. Il papà in sala parto non assisterà solo alla nascita di suo figlio ma anche alla sofferenza di sua moglie. Sofferenza di fronte alla quale (se rimarrà in piedi) sarà per lo più inerme.

Come sappiamo di solito gli uomini hanno grandi attitudini alla risoluzione pratica dei problemi, ma sono meno propensi all’ascolto e al sostegno empatico nei momenti di sfogo, che invece è l’unica cosa che occorre davvero in sala parto. Per questa loro natura perciò molti vivono questo senso di impotenza di fronte alla sofferenza della compagna come un’esperienza dolorosa e quasi insostenibile.

Un’altro dato da non sottovalutare è l’impatto sulla sessualità. Nell’immaginario maschile il corpo della donna è attraente perché racchiude in sé la sensualità, il mistero e l’integrità. Tutte fantasie che durante il parto si scontrano con immagini reali e crudamente contrarie a queste. Per quanto si possa razionalmente preparare l’uomo a tutto questo, non si può prevedere l’impatto a livello inconscio che il parto potrà avere sul suo desiderio sessuale.

Altri studi dimostrano infatti una maggiore incidenza di divorzi dopo solo un anno dal parto, in coppie dove il papà in sala parto era presente. Secondo gli specialisti, come la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin, non è inverosimile che questi divorzi siano legati ai problemi della sfera sessuale causati proprio dal vissuto traumatico dell’uomo durante questa esperienza per la quale non è biologicamente programmato.

Inutile dire allora che se la scelta del papà in sala parto è dettata solo da una moda o se ci sono tentennamenti da una delle due parti è decisamente meglio evitare. Se invece c’è un desiderio forte da parte di entrambi il consiglio ai papà è quello di essere presenti durante il travaglio nella fase dilatante.

In questo modo la donna soddisferà il suo bisogno di condivisione e l’uomo potrà aiutare la compagna con massaggi, docce calde e passeggiate, come gli verrà insegnato ai corsi di preparazione. La condivisione è utile anche perché l’uomo prenda coscienza della fatica che la sua compagna sta vivendo, e si renda perciò più affettuoso e disponibile anche dopo il parto.

Nella fase espulsiva invece, quando non ci sarà più modo di aiutarla e di comunicare, sarebbe meglio lasciare il posto alla mamma, ad una amica stretta o alla sola ostetrica di sala parto.

A scopo illustrativo godetevi questo divertente video tratto dalla famosa seria televisiva Friends.

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