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Morbillo: ecco come riconoscerlo!

Una delle patologie più comuni tra i bambini è sicuramente il morbillo ed è anche una delle malattie più controllate dal Servizio Sanitario Italiano in quanto la sua evoluzione può portare a gravi conseguenze. Il morbillo è causato da un virus estremamente contagioso, trasmettibile sia per via area che per scambio diretto o indiretto dei liquidi corporei, quindi anche uno starnuto può scatenare l’infezione e gli apparati interessati sono quello immunitario, quello respiratorio e la pelle.

I bambini iniziano ad essere contagiosi da 1 a 3 giorni prima della comparsa dei sintomi e fino a 7 giorni dopo la scomparsa di quest’ultimi che generalmente si palesano con un spiccata congiuntivite, con pustoline in bocca, con tosse secca, con forte raffreddore accompagnato da malessere e febbre molto alta con picchi di 40°, e da un esantema sulla cute; normalmente la fase di guarigione avviene dopo circa 10 giorni di malattia.

L’esantema è caratterizzato da piccole macchie rosso vivo, leggermente in sporgenza, che tendono ad assemblarsi per formare macchie più grandi; esse compaiono su tutto il corpo, ma non simultaneamente, passano infatti da una zona all’altra dove quella precedente perde intensità quando raggiunge quella successiva, il risultato finale sarà una desquamazione cutanea.

Le complicazioni non sono comuni, ma possono sopraggiungere soprattutto in bambini sotto i 5 anni e nei ragazzi sopra i 20 generando tra gli altri disturbi polmonite o broncopolmonite, otite, encefalite. Per il morbillo non esiste una vera e propria terapia e vengono prescritti antipiretici per abbassare la febbre e medicinali espettoranti per favorire la fluidificazione del muco e la sua successiva espettorazione.

Per questa malattia esiste un vaccino, non obbligatorio, somministrato insieme a quello della rosolia e della parotite che rende l’organismo immune da queste ultime e il periodo corretto per effettuarlo va dall’anno all’anno e mezzo di età per poi fare un richiamo attorno ai 5 e 6 anni.

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