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L’inappetenza del bambino: come affrontarla

Non tutti i bambini sono uguali, questo è risaputo: c’è chi cammina prima, chi dorme poco, chi parla subito…. ma c’è anche una minoranza che di mangiare non ne vuol proprio sapere! E la causa non è l’ influenza o la dentizione, ma il vero motivo è l’ inappetenza, nemica di tutte le madri con figli per niente affamati. Ci sono bambini avversi al mangiare e per niente curiosi di scoprire nuovi sapori, addirittura toccare il cibo può provocare sensazioni sgradevoli o anche il solo pensiero di ingerire una pietanza suscita conati di vomito al piccolo campione di digiuni.

Ecco allora l’intervento di nutrizionisti infantili, psicologi  e pediatri che oltre a dare inutilmente qualche “pozione magica” a breve effetto, rassegnano i genitori asserendo che il loro figliuolo è per fortuna in salute, ma allo stesso tempo è inappetente e la guarigione a questa repulsione nei confronti del cibo, forse, la porterà soltanto il tempo. Ecco che si inizia a sperare nel cambio di stagione, negli sport, nelle lunghe passeggiate, nella mensa scolastica. Si cerca di stancare il pargolo ma, oltre al sonno, della fame nemmeno l’ombra.

Le preoccupazioni riguardanti l’inappetenza del bambino sono tante, l’idea di non avere un figlio paffuto e goloso dispiace, pensare che l’ora dei pasti sarà un supplizio rattrista il genitore che si improvvisa chef con deliziosi manicaretti, e cerca la motivazione del rifiuto del figlio in se stesso facendosene delle colpe. Ma autocommiserarsi non serve perché non ci sono colpevoli, a meno che il bambino non soffra di particolari situazioni familiari, basta parlare con gli altri genitori, leggere, e scoprire che esistono bambini che hanno tanta energia anche se hanno mangiato poco nell’arco della giornata.

Il libro di Carlos Gonzàles “Il mio bambino non mi mangia” per alcune madri può essere illuminante perché fa capire come il poco mangiare della madre corrisponda ad un quantitativo differente per il figlio. Altre volte, invece, è anche con il supporto di giochini, canzoncine, televisore e video, che il genitore riesce a far aprire quella boccuccia serrata! Non resta che sperare in un cambiamento e soprattutto controllare sempre che l’energia al piccolo non manchi mai pur se non ha completato o a stento iniziato i pasti preparati con cura e con amore.

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