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L’episiotomia: che cos’è e quando viene praticata

Di frequente nei racconti delle donne sulle varie esperienze di parti naturali sentiamo parlare di episiotomia. Vediamo nello specifico di che cosa si tratta e quando si pratica

L’episiotomia è una incisione del piano perineale, che parte dalla commessura vulvare posteriore e si dirige lateralmente. Viene praticata sotto anestesia locale per favorire l’espulsione fetale, in alcuni specifiche situazioni.

Il perineo è un muscolo del pavimento pelvico che chiude in basso il bacino, garantendo quindi il sostegno degli organi pelvici (utero, vagina,retto e vescica) e contribuendo insieme ai muscoli sfinteri ad una buona continenza. Esternamente corrisponde al tratto compreso tra la vagina e il retto.

Durante il parto questo muscolo subisce un forte stiramento al passaggio della testa fetale ed una sua lacerazione può minare le sue corrette funzioni, dando problemi futuri di incontinenza e prolassi.

Per tale motivo durante la fase espulsiva le osteriche pongono una particolare attenzione alla protezione manuale del perineo, per ridurre al minimo i danni subiti da questo muscolo.

L’episiotomia ha come scopo principale sopratutto quello di allargare l’egresso pelvico, quando si presentano delle condizioni di eccessiva resistenza o quando è necessario l’utilizzo di Forcipe o ventosa per l’estrazione fetale.

Una seconda funzione dell’episiotomia secondo alcune scuole di pensiero sarebbe quella di prevenire lacerazioni spontanee che potrebbero essere più severe e di più lenta guarigione rispetto alla incisione e sutura con i punti.

Pertanto alcuni medici utilizzano l’episiotomia preventiva in tutte le donne che partoriscono per la prima volta, proprio perché le fibre muscolari del perineo sono normalmente più tese al primo parto, rispetto ai parti successivi.

L’eccessiva resistenza del muscolo perineale può essere dovuta ad una scarsa elasticità di queste fibre muscolari, ed è per questo motivo che si consiglia di praticare in gravidanza una preparazione del perineo con la ginnastica o con il massaggio perineale qualche settima prima del parto.

Il massaggio perineale si pratica introducendo uno o due pollici oleati in vagina e disegnando sulla faccia posteriore (in direzione del retto) dei piccoli semicerchi, applicando una leggera pressione come a voler distendere la zona. Tre settimane prima del parto poò essere praticato anche quotidianamente.

Ci sono studi ancora controversi sull’efficacia preventiva dell’episiotomia, mentre l’efficacia della ginnastica e del massaggio perineale è largamente riconosciuta nel migliorare l’elasticità del perineo contro le lacerazioni da parto.

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