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I “nativi digitali”: come l’era tecnologica trasforma i più piccoli

I nostri piccoli sono tutti da considerare dei nativi digitali e fanno, dunque parte della generazione che è nata e cresciuta in corrispondenza con la diffusione delle nuove tecnologie. Vediamo come influisce sul loro sviluppo psicologico questa stretta correlazione con il mondo digitale.

Il termine inglese digital native esprime quanto i nuovi nati siano “indigeni tecnologici” e per questo immersi nel mondo tecnologico sin da subito. Queste generazioni non avranno alcuna difficoltà a familiarizzare con tasti e touch screen, con messaggi e social network, con mp3 e sistemi operativi vari.

Già da neonati sono attratti dai suoni e dai colori dei tasti dello smartphone di mamma e papà che scattano foto a ripetizione e le condividono su social network e altri sistemi di messaggistica istantanea.

Sin da piccoli manipolano con disinvoltura cellulari di ultima generazione e le loro piccole dita scorrono sul display come se conoscessero a memoria tutto il contenuto del dispositivo.

Anche il loro modo di apprendere è totalmente differente da quello del passato. I bambini procedono per tentativi ed errori, non leggono manuali o istruzioni ma si lanciano nell’utilizzo diretto delle strumentazioni tecnologiche a loro disposizione. Questo deve indurre un cambiamento epocale anche nell’insegnamento nelle scuole. Divengono indispensabili strumentazioni digitali come la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), gli E-Book e i Tablet ma anche i videoproiettori e i pc in aula.

In contrapposizione a questi nati digitali vi sono, poi, gli “immigrati digitali” e i tardivi digitali”. I primo sono coloro che al momento dell’avvento della tecnologia erano già giovani o adulti e hanno dovuto affrontare qualche difficoltà in più prima di immergersi in questo nuovo mondo. I tardivi digitali, invece, sono vissuti e cresciuti senza tecnologia e mantengono tutt’ora un’abissale distanza da essa guardandola con diffidenza e preferendo sempre i documenti in cartaceo e le lettere scritte a mano.

Quello che possiamo fare è accogliere tutto come una nuova ricchezza e indirizzare questo potenziale alla crescita e allo sviluppo dei più piccoli in questa nuova era.

 

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