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Gemelli: da Torino, una storia che sta iniziando

Mia cugina è in attesa di due bambini gemelli che nasceranno a marzo 2015. Ha 40 anni ed è la sua prima gravidanza. Tanti auguri, per prima cosa!

Questa gravidanza non è frutto di un’inseminazione artificiale, come per molti dei parti gemellari oggi in Italia; quindi forse dipende dal fatto che mio nonno materno era gemello eterozigote.

Perché si sa che molti studiosi sono propensi a definire le gravidanze gemellari ereditarie, e questo vale più per le gravidanza eterozigote che per quelle monozigote. Cioè per i gemelli che nascono da ovuli differenti e non da un unico ovulo (da cui si sviluppano per scissione delle cellule due masserelle separate, dette morule).

Io non so se mia cugina Elisabetta (si chiama proprio come me!) aspetta due gemelli monozigoti o eterozigoti, non è certo questo la cosa importante: l’importante e che stiano bene e che vada tutto bene nelle gravidanza.

“Così in una volta sola né fa due e non si sente in colpa perché ha aspettato tanto per avere un figlio!” così abbiamo detto io e mia sorella quasi insieme, quando mio padre ci ha detto questa novità dei gemelli.

Può essere definita anche “una comodità”, una possibilità da cogliere al volo, un parto gemellare, per chi arriva alla soglia del 40 anni senza ancor aver avuto un figlio e quindi dopo il primo chissà se riuscirà ad averne un altro in tempo, prima della menopausa.

Io che sono più giovane di pochi anni di mia cugina e non ho ancora figli la penso così, e non credo di essere l’unica.

“Ho sempre messo in conto che avrei potuto avere una coppia di gemelli, con nonno Rocco che era gemello, e l’idea mi mette molta allegria!” così mi diceva qualche anno fa, ricordavo giorni fa, proprio mia cugina, in una chiacchierata al mare. Quando si dice premonizione?!

Mia cugina vive vicino Torino, convive da qualche anno con un fidanzato che fa un lavoro prestigioso per una nota marca di automobili che non sono più italiane da qualche mese (indovinate chi sono?) e sta spesso in giro per il mondo. Ma sono felici insieme, si vogliono bene e poi lei ha i genitori che vivono vicino e conoscendo mia zia sono sicura che non vede l’ora di diventare nonna, ed essere una nonna indispensabile per figlia e nipotini.

Anche mia cugina lavora e quindi avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile con due neonati, anche se sicuramente Torino nei servizi alle mamme e sicuramente più avanti di altre città, specie del Sud, dove vivo io, italiane.

Quest’estate lei e compagno e parentado torinese sono stati tutti in vacanza qui nel paese d’origine della mamma di lei, mia zia, e la gestante era abbastanza accorta nelle uscite, nelle passeggiate da fare, mai troppo lunghe, ecc…io non capivo perché, in fin dei conti camminare in gravidanza fa bene, anche se forse nei primi mesi bisogna sempre stare attenti.

Infatti così mi spiegavano queste attenzioni in più: “Perché sono i primi mesi, e poi ha comunque 40 anni!”. In realtà ormai quasi tutte le donne fanno figli in un’età più vicina ai 40 anni che ai 30, quindi anche questo tipo di gravidanza è diventata consuetudine e certo non è una camminata a piedi il rischio per una gravidanza in età più adulta. Forse volevano solo nasconderci, con una scusa, la gravidanza gemellare, che loro già sapevano, e che questa sì, ha un’incidenza di aborto, anche di uno solo dei feti purtroppo, molto più alta di una gravidanza singola.

I primi 3 mesi sono passati ora, bisogna sempre stare attenti con i gemelli, per tutta la gravidanza, ma adesso che so (e che sapete anche voi con me!) capisco di più l’accortezza di questa estate!

Continua…

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