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Dall’inizio della crisi: 62.000 nascite in meno in Italia

Sono numeri che fanno impressione, pensare che dal 2008, anno dell’inizio della crisi, il Censis ha calcolato che sono nati 62.000 bambini in meno di quelli che statisticamente sarebbero stati previsti. La popolazione di una piccola media città fatta di bambini che non c’è, dove invece doveva esserci.

Un piccolo esercito di bebè bloccati sul nascere (mai espressione fu più calzante purtroppo) dalla preoccupazione per i soldi, il lavoro che non c’è, possibilità di licenziamenti e quant’altro. Quante donne che hanno rimosso o rimandato a tempi migliori il loro desiderio di maternità. La poca fiducia nel futuro, riferisce il Censis, è alla base della decisione di non mettere su famiglia: “…Neppure durante le guerre c’è stata tanta difficoltà nel progettare l’allargamento del nucleo familiare. Il paradosso è che i genitori hanno desiderio di procreare ma non possono realizzarlo», dice Ketty Vaccaro (pochi giorni fa al Corriere della Sera), responsabile del settore Welfare e sanità del Censis che ha curato l’indagine su fertilità e infertilità intitolata «Diventare genitori oggi”.

Mentre aumenta il numero delle famiglie e dei bambini poveri, l’allarme è lanciato, come raccontavamo giorni fa anche noi, da Onlus autorevoli come Save the Children; sembra appunto correlata la paura della povertà, che non è uno possibilità così remota in questi anni, con la diminuzione del numero di figli che nasce in Italia.

Sono passati ormai 50 anni dagli anni del boom economico, ma anche dal boom di nascite in Italia: era il 1964 quando le famiglie italiane piene di fiducia immigravano al Nord per lavorare nelle fabbriche, ma nonostante i trasferimenti quando si sistemavano facevano anche ¾ figli. La nostra generazione invece si trasferisce, anche all’estero, ma non per far bimbi, ma solo per lavorare, quando sono fortunati che il lavoro lo trovano. O forse no?

La giovane Ursula e suo marito si sono trasferiti da un anno e mezzo circa a Grenoble per il lavoro di lui, insieme con il loro bimbo di 6 anni, nato e cresciuto a Roma. E dopo pochi mesi di vita francese+9 mesi di gravidanza è nata la piccola Eve, cittadina francese per nome e nascita a tutti gli effetti! Le inversioni di tendenza sono possibili se si continua a sognare fiocchi azzurri e rosa. Basta crederci!

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