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Parto pretermine: rischi e conseguenze

Quasi il 10% dei bambini in Italia nascono prematuramente, ovvero tra la 22esima e la 37esima settimana di gestazione. e la percentuale è in aumento; le cause specifiche non sono ancora note, ma ci sono dei fattori che favoriscono questo rischio e non sempre dipendono dalla mamma, a scatenarle può essere il bambino stesso.

I parti pretermine possono essere indotti da distacco della placenta, da placenta previa (quando quest’ultima si trova davanti al feto proprio dalla parte di presentazione), da malattie croniche della mamma, da infezioni, da abuso di droghe, alcool e fumo, da sofferenza fetale, da anomalie congenite e dalla precoce rottura delle membrane.

I problemi che possono insorgere nel bambino nato con parto pretermine sono legati al numero di settimane di anticipo e questo influenzerà anche lo sviluppo degli organi interni del piccolo, quest’ ultimo potrebbe infatti presentarsi con deficit a livello respiratorio a causa dei polmoni non ancora definiti e pronti a svolgere le normali funzioni.


Altre patologie comuni nei prematuri sono: il rischio di infezioni, l’ittero, malattie legate all’apparato visivo, difficoltà legate all’apparato digerente con la conseguente difficoltà di alimentarsi, anemie causate da un numero troppo basso di globuli rossi nel sangue, emorragie celebrali, disturbi metabolici.

Dopo la nascita il bambino nato con parto pretermine verrà trasferito nel reparto di terapia intensiva, dove riceverà le prime cure e dove trascorrerà il primo periodo della sua vita, probabilmente verrà messo in incubatrice per far sì che possa continuare a sviluppare gli organi interni nel modo migliore e più completo possibile.

Il momento dell’arrivo a casa non deve essere vissuto dai genitori con ansia e preoccupazione, ma con gioia e consapevolezza; il personale ospedaliero fornirà loro, prima delle dimissioni del bimbo, tutte le informazioni utili sulla sua salute e su come affrontare i suoi possibili disturbi, rimanendo a disposizioni per qualsiasi dubbio o supporto. Nella maggior parte dei casi i bambini riescono a recuperare quasi totalmente le proprie funzioni e a non riportare conseguenze, o per lo meno non gravi, riuscendo ad avere un’infanzia serena.

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