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Parto cesareo: le fasi e le sensazioni

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di parto cesareo. Questo tipo di intervento chirurgico permette l’estrazione del feto dall’addome tramite un’incisione della parete dell’utero. Si dovrebbe ricorrere a questa operazione solo in caso di effettiva necessità, e cioè quando le condizioni di salute del bambino, della madre o di entrambi, sono considerate precarie. Si tenga presente dunque che trattandosi propriamente di intervento chirurgico, potrebbe presentare delle complicazioni.

Fortunatamente oggi, le tecniche del parto cesareo si sono affinate rispetto al passato, ed è diventato sempre più sicuro sottoporsi a questo intervento. Anzi, si può tranquillamente affermare che le nascite, con questa modalità, si sono moltiplicate rispetto agli anni passati. Si consideri che attualmente in Italia l’incidenza del cesareo si aggira intono al 40% del totale delle nascite.

Normalmente l’intervento si svolge in anestesia spinale (ovviamente dopo accurata visita e colloquio con l’anestesista, che sarà presente accanto alla donna durante tutto l’intervento). La puntura verrà fatta, con l’ausilio di un sottile ago, direttamente nel canale della spina dorsale, nello spazio occupato dal liquido spinale. Non è assolutamente una pratica dolorosa, e farà effetto nel giro di pochi minuti, addormentando tutta la parte bassa del corpo.

Il personale infermieristico procede all’applicazione del catetere, che non viene avvertito assolutamente perché già sotto l’effetto dell’anestetico. Subito dopo l’intervento di parto cesareo può cominciare. In una prima fase il chirurgo procede alla disinfezione dell’addome, poi subito al taglio vero e proprio, praticato generalmente alla base del pube (che sarà stato precedentemente depilato e disinfettato). Da qui alla fine passerà poco più di mezz’ora.

Una volta inciso lo strato cutaneo e sottocutaneo, il medico si fa strada separando le fasce muscolari, incide il peritoneo, e infine l’utero. A questo punto si ha la fuoriuscita spontanea del liquido amniotico che sarà aspirato totalmente con una cannula. Di tutte queste manovre, non sarà avvertito nemmeno il minimo fastidio. Anzi, sarà possibile intanto scambiare qualche parola con il ginecologo che sarà al lavoro dall’altra parte di un telo verde.

Ora il piccolo è pronto per venire alla luce: in circa dieci secondi che sembreranno interminabili, i medici scuoteranno, schiacceranno, tireranno la pancia della mamma, come per disincastrarlo. Et voilà! E’ nato! Un pianto liberatorio si diffonderà nella sala operatoria. Da questo momento la mamma, emozionatissima, non sentirà più nulla, avrà solo occhi ed orecchie per il suo bambino che, dopo il taglio del cordone ombelicale, le sarà messo accanto al viso ancora sporco di sangue e liquido amniotico.

Mentre la madre vive il momento più bello della propria vita, l’operazione del cesareo si avvia verso la conclusione, con l’asportazione della placenta, la pulizia e sutura di utero, peritoneo, la fascia muscolare e infine l’addome, a cui oggi si applica un unico filo di sutura, che dopo otto giorni verrà sfilato in due secondi, con molta facilità e soprattutto senza alcun dolore.

Per riprendersi da un parto cesareo i tempi sono soggettivi, ma si consideri che il giorno dopo si è già in piedi ed in grado di andare in bagno da sole. In una settimana si camminerà più agevolmente, e nel giro di un mese, più nulla. Al bisogno, chi ha dolore, assume degli analgesici prescritti dallo stesso ginecologo alla dimissione. La cicatrice resta visibile e un po’ gonfia al tatto per qualche tempo. Dopo circa un anno sarà pressoché invisibile e tutto sarà tornato alla normalità.

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