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Il Feto ascolta, registra… e sogna

Il vostro bambino vi “sente” fin dalle prime settimane. Non con l’udito, ma con il tatto. L’apparato uditivo infatti raggiunge il suo completo sviluppo intorno alla fine del II trimestre. Ma già dalle 7-8 settimane di gravidanza il feto percepisce i rumori interni del corpo materno che arrivano alla sua pelle tramite vibrazioni.

Il battito del cuore, la voce della mamma sono le prime onde sonore che attraverso il liquido amniotico arrivano al suo corpicino, avvolgendolo in un costante, rassicurante massaggio. Anche in questa primissima fase potete cantare ninnananne al vostro bambino, leggere poesie o favole ad alta voce.State certe che lui può “sentirvi”.

L’ascolto dei suoni attraverso l’udito invece comincia a 24 settimane, insieme ad una primissima attività cerebrale. Il feto comincia a registrare e riconoscere i suoni, di cui gli arriva il 40-45% dei decibel. Comincia a distinguere i suoni interni da quelli esterni, a riconoscere la voce del babbo da quella degli altri. Le sonorità che lo raggiungono sono sopratutto le basse frequenze.

E non solo il feto ascolta, ma reagisce anche al suono. La sua attività cardiaca aumenta, si registrano variazione elettrofisiologie e movimenti riflessi in risposta al tipo di stimolo sonoro. I suoni che preferisce sono quelli ritmici, proprio come il battito cardiaco della mamma. Quelli della musica classica che ne sono ricchi (Mozart ad esempio) sono particolarmente apprezzati dal feto, che mentre li ascolta compie movimenti ampi e lenti come una vera e propria danza.

Allo stesso modo di fronte ai rumori troppo forti come quelli di una discoteca si spaventa e reagisce con movimenti veloci simili a balzi di paura e accelerando il battito cardiaco. Anche le grida lo spaventano, sopratutto quelle delle madre, della quale impara facilmente a distinguere il tono pacato e rilassato da quello nervoso o autoritario.

Tutto quello che il feto registra in utero, il neonato lo ricorda. Ecco perché anche alla nascita apprezzerà la musica che ascoltava in gravidanza e sarà in grado di associare il tono della vostra voce al vostro umore, sicché come voi si sentirà nervoso, spaventato, felice o rilassato.

Ma il feto non solo ascolta e registra, ma addirittura sogna. Gli studi sull’attività onirica del feto sono stati condotti dai ricercatori Tedeschi dell’Università Friedrich Schiller di Jena, guidati dal matematico Karin Shwab e pubblicati dall’American institute of Phsycs sulla rivista Caos.

Gli scienziati hanno potuto constatare la capacità del feto di abbandonarsi al sonno e la presenza ciclica di movimenti oculari tipici della fase Rem, in alternanza ogni 20-40 minuti con una fase non Rem, il che fa supporre la presenza di una attività cerebrale durante il sonno.

Dato che non è a tutt’oggi possibile studiare l’attività cerebrale di un feto umano, gli esperimenti dei matematici sono andati avanti sui feti delle pecore (simili a quelli umani per dimensioni, peso e sviluppo cerebrale). I risultati ottenuti tramite l’utilizzo di speciali tecniche matematiche, hanno confermato la presenza di una attività elettrica cerebrale durante i cicli sonno veglia.

Questi affascinanti risultati hanno gettato nuova luce sullo sviluppo del subconscio, sul ruolo del sonno, ma sopratutto verso una maggiore conoscenza dello sviluppo cerebrale che potrebbe condurre un giorno alla possibilità di riconoscere precocemente e curare eventuali malattie neurologiche.

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