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Disidratazione nei bambini: come riconoscere i sintomi

Troppo spesso viene trascurato il pericolo di disidratazione nei più piccoli. A dispetto degli adulti, sono proprio i bambini i soggetti maggiormente a rischio. Visto che l’acqua è un elemento fondamentale per l’organismo, non bisogna mai sottovalutare la disidratazione, che può manifestarsi a diversi stadi: lieve, moderata e grave. Alcune recenti indagini hanno rivelato che oltre la metà dei bambini al di sotto dei due anni mostra una preoccupante carenza di liquidi. Ma quali sono le cause che portano alla disidratazione?

Tra i motivi principali ci sono innanzitutto le piccole dimensioni del corpo dei bambini; poi la produzione d’acqua che nei piccoli, soprattutto nei neonati, è davvero minima. Fattore determinante anche il caldo che viene sofferto maggiormente dai bambini che dai grandi. Inoltre, la disidratazione può essere la conseguenza di particolari momenti come quelli della diarrea, del vomito e della febbre alta.

Come ci accorgiamo se il nostro bambino è disidratato? Questo disturbo può provocare mal di pancia, mal di gola, letargia e problemi di concentrazione. Inoltre, si può capire se il bambino beve abbastanza osservando il colore della sua pipì: se è di un giallo piuttosto scuro, vuole dire che ha bisogno di più liquidi. Normalmente, infatti, la pipì dovrebbe essere di un giallo più chiaro.

Per rimediare alla disidratazione dei bambini, oltre a bere la giuste dose di acqua, non devono mancare nel corso della giornata abbondanti proporzioni di frutta e verdura, ma anche pasti a base liquida come brodo e centrifugati.

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