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Asili nido sempre più a rischio: le cause

Settembre è il mese che segna l’inizio della scuola. I bambini e le bambine si apprestano ad iniziare l’avventura educativa per ciascun grado d’istruzione, dai nidi alle materne, dalle elementari fino alle medie e superiori. In questo contesto si rileva un dato interessante, il calo delle iscrizioni ai nidi, rilevato dall’Istat fin dall’anno scolastico 2011/2012.

Il fenomeno della diminuzione delle iscrizioni agli asili nido riguarda tutte le regioni italiane, anche se le più colpite da questa tendenza sono le regioni del Nord, tra le quali spicca il Veneto con l’8,9% in meno di iscritti. Un fenomeno in netta controtendenza rispetto al passato, dove fino a qualche anno fa era molto difficile trovare un posto ad un asilo nido, soprattutto pubblico ma anche privato, e per assicurare al proprio bimbo un asilo nido ci si doveva muovere con mesi d’anticipo.

Cerchiamo quindi di capire che cosa è successo in questi anni, tanto da determinare una così drastica riduzione delle iscrizioni agli asili nido. In primo luogo c’è stata la crisi e molti genitori hanno perso il lavoro, per cui è venuta meno l’esigenza di mandare il figlio al nido, visto che uno dei genitori era a casa a causa della mancanza di impiego.

Questi anni hanno poi segnato una riduzione generale del potere d’acquisto delle famiglie e quindi anche per chi il lavoro non l’ha perso, si è trovato comunque in difficoltà a pagare rette di asili troppo alte, soprattutto per quanto riguarda le strutture private, capaci di chiedere anche 700€ al mese, davvero troppi per una famiglia della classe media.

La soluzione? Lasciare i figli alle baby sitter o ai nonni, per i genitori fortunati che li hanno, oppure usufruire dei nidi in famiglia, un’alternativa che sta prendendo sempre più piede. Nei nidi in famiglia i piccoli vengono lasciati in una casa con pochi altri bambini, e questo permette alle educatrici di seguire maggiormente i bambini avendone di meno; inoltre sono più economici rispetto a una struttura standard e per ultimo, ma non meno importante, i bambini hanno meno possibilità di ammalarsi, entrando in contatto con un numero minore di altri bimbi.

Che si tratti di asili nido tradizionali o di nidi in famiglia, i vantaggi di queste strutture sono numerosi, i bambini hanno l’opportunità di divertirsi e di fare tante attività creative e stimolanti e le mamme possono continuare a svolgere la loro attività lavorativa. In un rapporto dell’Unione Europea viene raccomandato ai Paesi membri di garantire “l’accesso a servizi per l’infanzia economicamente accessibili e di buona qualità, funzionanti in orari opportuni sia per i genitori sia per i bambini, al fine di incoraggiare l’accesso delle donne al mercato del lavoro“. E noi ci auguriamo che queste parole abbiano al più presto una concretizzazione per una società migliore, a partire dalla vita dei più piccoli e delle loro famiglie!

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